16 novembre 2006

Monologo

Vorrei interrompere il flusso con un monologo particolare.
Mi è ritornato in mente vedendo di straforo una porzione minima della trasmissione di Crozza, in cui lui e Neri Marcorè recitavano appunto il monologo in questione.

Questo è il monologo finale dal film “The Big Kahuna

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!
Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.
Rilassati!
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta.

15 novembre 2006

Ri-apertura e domanda di senso

Oggi ri-apro questo spazio. Ri-apro, cioé apro di nuovo qualcosa che era già aperto.
Vorrei citare Heidegger, ma non posso.
In questo senso ogni ri-apertura è qualcosa che offre un senso alle cose.
Un nuovo senso.


La foto è di Andrea, in arte Porrovio.

Le domande di senso non sono mie. Mi vengono poste.
Da allievi. Da figli. Da colleghi. Da parenti. Da "versioni di me" che appartengono al passato.




Sono passati sei mesi dall'ultimo post. Si può dire che siano realmente passati?


Ieri una mia allieva (quest'anno ho molte allieve e molti allievi) mi ha bloccato prima che iniziassi la mia lezione (=l'insieme delle attività che intendo svolgere in una classe prima di entrare in classe.
Mi ha posto un quesito molto semplice: "A lei piaceva andare alle superiori?"
Il senso della domanda era profondo, rimandava ad altro, non tanto e non precisamente alla mia esperienza personale.
Ho accettato di rispondere, per poi rilanciare facendo a lei e alle altre persone in classe la stessa domanda.
Si è aperta una discussione sul perché la società attuale va nella direzione in cui sta andando..."Perché i nostri coetanei pensano solo a cose superficiali e futili? Perché tutti non hanno mai tempo per fare cose davvero interessanti e pensano solo ai soldi e alle cose da comprare?" e via di questo passo.

Cosa sono queste se non domande di senso?

Sono passati sei mesi dall'ultimo post.
Si può dire che siano REALMENTE passati?