15 novembre 2006

Ri-apertura e domanda di senso

Oggi ri-apro questo spazio. Ri-apro, cioé apro di nuovo qualcosa che era già aperto.
Vorrei citare Heidegger, ma non posso.
In questo senso ogni ri-apertura è qualcosa che offre un senso alle cose.
Un nuovo senso.


La foto è di Andrea, in arte Porrovio.

Le domande di senso non sono mie. Mi vengono poste.
Da allievi. Da figli. Da colleghi. Da parenti. Da "versioni di me" che appartengono al passato.




Sono passati sei mesi dall'ultimo post. Si può dire che siano realmente passati?


Ieri una mia allieva (quest'anno ho molte allieve e molti allievi) mi ha bloccato prima che iniziassi la mia lezione (=l'insieme delle attività che intendo svolgere in una classe prima di entrare in classe.
Mi ha posto un quesito molto semplice: "A lei piaceva andare alle superiori?"
Il senso della domanda era profondo, rimandava ad altro, non tanto e non precisamente alla mia esperienza personale.
Ho accettato di rispondere, per poi rilanciare facendo a lei e alle altre persone in classe la stessa domanda.
Si è aperta una discussione sul perché la società attuale va nella direzione in cui sta andando..."Perché i nostri coetanei pensano solo a cose superficiali e futili? Perché tutti non hanno mai tempo per fare cose davvero interessanti e pensano solo ai soldi e alle cose da comprare?" e via di questo passo.

Cosa sono queste se non domande di senso?

Sono passati sei mesi dall'ultimo post.
Si può dire che siano REALMENTE passati?

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