21 aprile 2007

Web 2.0: crederci oppure no?

Dall'ultimo post del Blog di Luca Conti estraggo questo passaggio che mi riguarda da vicino

11.45 Straordinario passaggio di Giuseppe Granieri su come si incontra domanda e offerta nei grandi media. Nòva, preso ad esempio, raggiunge il suo lettore sparando nel mucchio. Chi finisce per leggere un articolo su Nòva deve: alzarsi, uscire, andare in edicola, comprare Il Sole, aprire Nova, essere attratto da un titolo, trovare il tempo di leggere l'articolo. L'articolo poi ha vita breve perché già il giorno dopo si inseriscono nuove variabili, ammesso che qualcuno abbia segnalato il pezzo: alzarsi, andare in bibblioteca, commuovere la signorina dell'emeroteca, trovare Il Sole 24 Ore, prendere Nova e leggere l'articolo. Giuseppe non ha tutti i torti, no?


La cosa mi riguarda, dicevo, perché a me sta succedendo di rincorrere il numero di Nova del 5 aprile che si è occupato delle nuove tecnologie infotelematiche e della scuola: sto aspettando di avere un momento libero per andare in biblioteca e leggermi gli articoli in maniera approfondita.

La logica del Sole non la capisco nemmeno io: come mai se vuoi leggere, ad esempio, Tuttolibri de La Stampa vai nella versione web del giornale e la trovi? Certo, è solo in formato pdf, non puoi interagire con nessuno però almeno lo trovi e non devi faticare più di tanto.

A questo proposito mi viene in mente un post del 30 Marzo 2007 di Marco Camisani Calzolari, in cui si evidenziava in maniera netta e rigorosa come la differenza tra chi effettivamente crede nelle nuove tecnologie e chi invece fa finta di crederci possa passare anche attraverso gesti quotidiani molto molto semplici (ad esempio prendere appunti con carta penna durante un convegno...)

1 commenti:

sacha catalano ha detto...

quanta verità...ormai non riesco più a leggere un quotidiano cartaceo, nel letto prima di dormire inzia il mio combattimento con delle pagine enormi, pronte ad avvolgermi, stropicciarsi...e spesso desisto.
Nova subito online credo che sia un passaggio obbligato!
A presto.