27 giugno 2007

Dick e l'universo

In questo momento, mi sento come Frink, un personaggio creato da Dick ne "La Svastica sul sole",



"radicato nel momento in cui viveva, in cui la sua vita era legata a tutte le altre vite e particelle dell’universo... Lui, Juliana, la fabbrica di Gough Street, le Missioni Commerciali che davano gli ordini, l’esplorazione dei pianeti, i miliardi di mucchietti di prodotti chimici, in Africa, che non erano più nemmeno cadaveri, le aspirazioni delle migliaia di persone intorno a lui, nelle miserabili conigliere di San Francisco, le creature folli di Berlino, con i loro visi tranquilli e i loro piani maniaci... tutto era collegato in questo momento in cui gettava gli steli di millefoglio per scegliere l’appropriata saggezza in un libro iniziato nel trentesimo secolo prima di Cristo. Un libro creato dai saggi della Cina in un periodo di oltre cinquemila anni, riveduto, perfezionato, quella cosmologia - e quella scienza - superba codificata prima che l’Europa avesse imparato a fare una divisione".


Forse perché sono rimasto incantato da "Eppure sentire" di Elisa.


O forse perché oggi sono nove anni che sono sposato.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bhè, auguri. G.

Anonimo ha detto...

tanti auguri a lei prof e alla sua signora!:D :D
Diana