07 ottobre 2007

Umanità punto zero

Che ve lo dico a fare?


Ero immerso nella preparazione della verifica su Kant per una quinta quando sono stato colpito dalla voglia irrefrenabile di trovare "The Golden Man", un racconto di Dick da cui è stato tratto "Next", film in uscita in Italia il 12 ottobre 23 novembre 2007. Cercando "The Golden Man", ho trovato invece "Le presenze invisibile, vol.3", una raccolta di racconti di Dick che avevo già letto tempo fa. Ho preso il libro e di tutti i racconti presenti ho riletto "Umano è". Il racconta parla di uno scienziato cinico, spietato, tutto centrato sulla carriera e completamente indifferente rispetto alle esigenze emotive della moglie. Lo scienziato in questione parte per una missione su un pianeta alieno e torna completamente trasformato. Ci sono dei dubbi sulla reale identità dello scienziato (forse un’entità aliena si è impossessata di lui?) ma alla moglie le cose stanno bene così.


Queste le parole con cui Dick, nel 1976, parla del suo racconto, scritto nel 1953:



"Per me, questo racconto definisce le mie iniziali conclusioni su ciò che è umano. Sostanzialmente, non ho cambiato punto di vista da quando l’ho scritto, negli anni Cinquanta. Non si tratta dell’aspetto esteriore, o del pianeta di nascita. Si tratta di vedere quanto uno sia dolce. Secondo me, è la qualità della dolcezza a distinguerci da pietra e legno e metallo, e sarà sempre il nostro tratto distintivo, qualunque forma prendiamo, ovunque andiamo, qualunque cosa possiamo diventare. Per me, "Umano è" è il mio credo. Spero possa essere anche il vostro."



Penso a qualcosa di simile ogni volta che sento parlare di tragedie o di omicidi o di vite spezzate o semplicemente di scortesia o di cafoneria o di indifferenza: non sono queste cose che ci contraddistinguono come esseri umani...

2 commenti:

leonardo ha detto...

Anch'io dalla parte di Dick. Non ho letto "Umano è" ma posso confermare che "Ubik" è un capolavoro.

Credo che quest'uomo abbia toccato spesso la follia (in "Se vi pare che questo modo sia brutto" racconta di aver provato per un giorno le sensazioni di Cristo in croce)ma credo anche che in pochi abbiano sondato e descritto con il suo coraggio le vie tortuose che abitano l'anima umana.

Sono convinto che ogni parola che esce dalla sua bocca sia verità, compresa la parola "dolcezza".

Dovremmo tenerlo presente in queimomenti di glaciale indifferenza.

leonardo ha detto...

Anch'io dalla parte di Dick. Non ho letto "Umano è" ma posso confermare che "Ubik" è un capolavoro.

Credo che quest'uomo abbia toccato spesso la follia (in "Se vi pare che questo modo sia brutto" racconta di aver provato per un giorno le sensazioni di Cristo in croce)ma credo anche che in pochi abbiano sondato e descritto con il suo coraggio le vie tortuose che abitano l'anima umana.

Sono convinto che ogni parola che esce dalla sua bocca sia verità, compresa la parola "dolcezza".

Dovremmo tenerlo presente in queimomenti di glaciale indifferenza.